Food Packaging: imballaggi sicuri (2° parte)

L’idoneità alimentare di un oggetto destinato a venire a contatto con gli alimenti deriva sempre dalla conformità di composizione e dal rispetto dei limiti di migrazione.

Per conformità di composizione si intende che, per poter essere utilizzato a contatto con gli alimenti, un materiale deve essere prodotto con materie prime presenti in apposite liste. Qualsiasi materiale, tra quelli disciplinati dalla legge, deve essere prodotto utilizzando solo ingredienti e materie prime conosciute, ritenuti sicuri ed elencati in apposite liste.


Tale principio è stato introdotto in Italia da un decreto del Ministero della Sanità fin dal 1973 (DM 21.03.1973) e ad oggi (dopo vari aggiornamenti) si applica al vetro, ai materiali cellulosici, all’acciaio inossidabile, alle bande stagnate e cromate, alle ceramiche, all’alluminio, e alle gomme; per quanto attiene alle materie plastiche, sulla base di norme europee, si applica ai monomeri, gli additivi e alle sostanze di partenza utilizzabili.


Per l’inserimento nelle liste positive di un qualsiasi nuovo componente, è obbligatorio presentare all’autorità sanitaria un’ampia serie di informazioni, che riguardano tra l’altro dati sulla migrazione specifica e dati tossicologici.La legge stabilisce un limite alla possibile interazione tra alimenti e imballaggi.

Oggi in tutta la UE gli oggetti di materie plastiche sono soggetti ad un limite di migrazione globale “MG” o “OML” acronimo di “overall migration limit”, pari a 10 mg dm-2 (massa ceduta per unità di superficie), oppure a 60 mg Kg-1 (o ppm e si riferisce alla massa ceduta dall’imballaggio per unità di massa dell’alimento). Tra le due modalità di espressione del limite di migrazione esiste una formula analogica:

mg Kg-1 = 6 * mg dm-2

limiti di migrazione specifica “MS”, o “specific migration limit” “SML”, sono invece fissati tutte le volte che una particolare sostanza, potenzialmente migrabile dall’imballaggio, presenti un rischio per la salute del consumatore. I valori limite, espressi in ppm, dipendono dalla pericolosità delle sostanze. La ricerca e il dosaggio dei migranti specifici è condotta negli stessi simulanti alimentari adottati per le prove di MG e dopo identiche condizioni di contatto con il campione in esame.


Le norme per la verifica della migrazione dei costituenti dei materiali che andranno poi a contatto con gli alimenti sono state fissate a livello europeo e integralmente adottate dalla legislazione nazionale.


Per verificarne i limiti di migrazione, si conducono test di laboratorio sugli imballaggi o su loro provini utilizzando solventi simulanti; questi ultimi sono delle soluzioni che simulano la capacità di estrazione degli alimenti.


La Tabella che segue riporta i simulanti che vengono messi a contatto con gli oggetti, o i provini dei materiali, in base a tempi e alle temperature standardizzate che simulano le reali condizioni di impiego.


Simulanti da utilizzare nelle prove di migrazione.

Simulante

Composizione

Impiego

A

Acqua distillata

Per Prodotti alimentari acquosi con pH>4,5

B

Acido Acetico al 3% (p/v) in acqua

Per Prodotti alimentari acquosi con pH<4,5

C

Etanolo al 10% (v/v) in acqua

Per Prodotti contenenti alcol

D

Olio di oliva rettificato

(o altri simulanti grassi)

Per Prodotti alimentari a base di sostanze grasse



Ad alcuni prodotti, quali frutta fresca intera, ortaggi, farine e cereali, zuccheri, sale, caffè e altri prodotti alimentari secchi, non corrisponde nessuno dei simulanti riportati in tabella. Difatti, per gli imballaggi ad essi destinati, non sono previste prove di migrazione, in quanto non hanno una sufficiente capacità estrattiva.


Un altro aspetto importante nel controllo della migrazione delle sostanze dei materiali all’alimento, è il concetto di “barriera funzionale”, ossia una barriera collocata all’interno dei materiali plastici che impedisca o limiti la cessione delle sostanze agli alimenti. Tale concetto, introdotto già negli anni ’70 in Italia, è entrato nella legislazione europea con la Direttiva 2007/19/CE, la quale specifica che solo il vetro e alcuni metalli possono garantire il blocco completo della migrazione, mentre barriere funzionali parziali possono contribuire a ridurre la migrazione di una sostanza in modo da risultare inferiore ad un SML o a un limite di rilevabilità.


Infine, un aspetto da non sottovalutare, è l’idoneità sensoriale del packaging, poiché l’eventuale migrazione delle sostanze all’alimento confezionato, può causarne un alterazione delle caratteristiche sensoriali e quindi avere un impatto negativo sul consumatore. A tale riguardo, tra i requisiti generali del Regolamento CE 1935/2004, è presente un riferimento preciso alle problematiche sensoriali:

“i materiali e gli oggetti, compresi i materiali e gli oggetti attivi ed intelligenti, devono essere prodotti…affinché…non trasferiscano ai prodotti alimentari componenti in quantità tale da:... comportare un deterioramento delle loro caratteristiche organolettiche…”.


La norma UNI 10192 descrive una serie di procedure di valutazione sensoriali (test olfattivi e gustativi) condotti sugli alimenti o sui loro simulanti posti a contatto con gli imballaggi da valutare.


In conclusione, le norme di legge che disciplinano la produzione e l’utilizzo degli imballaggi alimentari rappresentano una sicura tutela per il consumatore, poiché il rischio connesso con tali eventi viene considerato davvero modesto.